Il programma completo del Bergamo Jazz 2017

Ieri vi ho anticipato la programmazione del solo teatro Donizetti.

Oggi pubblico il programma completo, con tutte le iniziative a margine dei concerti al teatro che, come ormai sappiamo, sono altrettanto interessanti e da seguire che la programmazione principale.

dal 19 al 26 marzo

Jazz al Sociale

Entrato da qualche anno nel novero delle principali location di Bergamo Jazz, il Teatro Sociale ospita due appuntamenti. Giovedì 23 marzo (ore 21), doppio concerto con l’OriOn triO del batterista Rudy Royston e con il Tinissima Quartet del sassofonista Francesco Bearzatti. L’americano, uno dei batteristi attualmente più quotati, presenterà il suo nuovo album Rise of Orion insieme al sassofonista Jon Irabagon e al bassista Yasushi Makamura, mentre il musicista friulano proporrà i brani di This Machine Kills Fascists, tributo a Woody Guthrie e alla canzone di protesta americana, insieme ai suoi abituali partner, il trombettista Giovanni Falzone, il bassista Danilo Gallo e il batterista Zeno De Rossi

Per il pomeriggio di domenica 26 (ore 17) è invece previsto il concerto del quartetto del sassofonista inglese Andy Sheppard, con il norvegese Eivind Aarset alla chitarra, il francese Michel Benita al contrabbasso e il connazionale Sebastian Rochford alla batteria. Gruppo che ultimamente ha ricevuto apprezzamenti per l’album di debutto Surrounded By Sea.

 Jazz in Città

Bergamo Jazz entra per la prima volta nelle sale della Biblioteca Angelo Mai (venerdì 24, alle ore 18) e dell’Accademia Carrara (sabato 25, ore 11) e lo fa con due solo performances di cui saranno rispettivamente protagonisti il sassofonista britannico Evan Parker e il violoncellista olandese Ernst Reijseger, entrambi maestri nell’arte dell’improvvisazione. Sempre dal Nord Europa proviene Christian Wallumrød: il pianista norvegese, altro nome di spicco della scena scandinava, sarà sabato 25 all’Auditorium di Piazza della Libertà (ore 17) insieme al suo ensemble e alla sua musica raffinata che fonde profumi cameristici e folklorici con influssi minimalisti.

 Scintille di Jazz

Una delle principali novità di Bergamo Jazz 2017 è un ciclo di concerti di gruppi diretti da giovani jazzisti, bergamaschi e non, appositamente selezionati da Tino Tracanna su esplicito invito di Dave Douglas. Sei i gruppi in cartellone: Tri(O)ttico, formazione d’impianto cameristico con Federico Calcagno ai clarinetti, Davide Sartori al contrabbasso e Viktoria Kirilova al contrabbasso (giovedì 23 al Caffè della Funicolare, ore 18); il quartetto del contrabbassista bergamasco Roberto Frassini Moneta, con Gabriele Mitelli alla tromba, Francesco Ganassin al clarinetto e Nelide Bandello alla batteria (giovedì 23 al Tucans Pub, ore 23.30); il trio del chitarrista Tommaso Lando (venerdì 24 da Balzer, ore 23.30); il quintetto del trombonista Andrea Andreoli, altro valido new talent orobico (sabato 25 al Chiostro di Santa Marta, ore 15). E poi: il quartetto del pianista Gianluca Di Ienno (sabato 25 da Balzer, ore 23.30), e il progetto Tomorrow della cantante milanese Camilla Battaglia (domenica 26, ore 15, all’ex Monastero del Carmine, sede del TTB).

 Jazz Featuring

Bergamo Jazz amplia notevolmente nel 2017 le proprie collaborazioni, nel segno di iniziative in programma già da domenica 19 marzo in partnership con altri festival e associazioni culturali e imprenditoriali.

Domenica 19 marzo (Auditorium di Piazza della Libertà, dalle ore 15.30), il tradizionale passaggio di testimone fra Bergamo Film Meeting e Bergamo Jazz si articolerà in tre momenti consecutivi: la proiezione del film Nowhere To Go di Seth Holt (con la colonna sonora del trombettista Dizzy Reece), la sonorizzazione del film di René Clair Paris qui Dort ad opera del trio Drops, ovvero Tino Tracanna (sassofoni), Roberto Cecchetto (chitarra) e Walter “Bonnot” Buonanno (electronics), ai quali si uniranno poi il trombonista Andrea Baronchelli e la cantante Awa Fall; il quintetto accompagnerà il live painting dell’artista spagnolo Zësar Bahamonte.

Confermati anche gli incontri didattici curati dal CDpM e riservati agli studenti delle scuole primarie e secondarie di Bergamo e provincia: nelle mattinate dal 23 al 25 marzo, all’Auditorium di Piazza della Libertà, la CDpM Europe Big Band condurrà i ragazzi alla scoperta del complesso, affascinante universo musicale di Duke Ellington.

Domenica 26 (Sala alla Porta di Sant’Agostino, ore 11), Jazz Club Bergamo proporrà il suo consueto concerto, di cui sarà ospite stavolta il gruppo Jazzer 5, con Michele Polga al sax tenore e Luca Mannutza al pianoforte.

Bergamo Jazz 2017 dedicherà un ricordo al fotografo Riccardo Schwamenthal, con una mostra allestita al Ridotto Gavazzeni del Teatro Donizetti e curata dal collega Luciano Rossetti (inaugurazione: mercoledì 22 marzo alle ore 18).

Venerdì 24, alla Biblioteca Mai, al termine del concerto di Evan Parker, si terrà la presentazione del libro Conversazioni con Steve Lacy (interverrà Francesco Martinelli, curatore dell’edizione italiana), mentre sabato 25, alla Sala Riccardi del Teatro Donizetti (ore 18.30), si svolgerà un incontro sulla proposta per una nuova legge per lo spettacolo dal vivo organizzato in collaborazione con I-Jazz.

Info

TEATRO DONIZETTI

Piazza Cavour, 15 – Bergamo, Tel. 035.4160 601/602/603, E-mail biglietteriateatro@comune.bg.it

Da martedì a sabato | ore 13.00-20.00. Venerdì 24 e sabato 25 marzo | ore 13.00-21.00 Domenica 26 marzo | ore 17.00-21.00

 www.teatrodonizetti.it

 Abbonamenti alle tre serate al Teatro Donizetti:

Prezzi da 22 a 82 Euro; ridotto da 20 a 74 Euro

Biglietti:

Concerti al Teatro Donizetti:

da 9€ a 34€, ridotto (giovani under 27 anni) da 7€ a 25€ + 10% diritti di prevendita

Concerti al Teatro Sociale, Auditorium di Piazza della Libertà e Jazz Club Concert:

Posto unico 10€, ridotto 7,50€. (La riduzione è valida per giovani under 27 anni, abbonati concerti al Teatro Donizetti, soci Jazz Club Bergamo, LAB 80 e CDpM)

Bergamo Film Meeting (19 marzo): posto unico 7€

Concerto Accademia Carrara: Ingresso con biglietto del Museo 10€, ridotto 8€ (La riduzione è valida per giovani under 27 anni, abbonati concerti al Teatro Donizetti, soci Jazz Club Bergamo, LAB 80 e CDpM, e per tutte le riduzioni in vigore presso l’Accademia Carrara)

Concerto Biblioteca Mai e rassegna Scintille di Jazz: ingresso gratuito fino a esaurimento posti

 

Concerti fuori abbonamento a pagamento: dal 31 gennaio 2017

Rinnovo abbonamenti: dal 31 gennaio al 4 febbraio 2017

Nuovi abbonamenti: dall’8 febbraio 2017

Biglietti singole serate al Teatro Donizetti: dal 14 febbraio 2017

 

Bergamo Jazz 2017 dal 23 marzo al 25 marzo

Bergamo jazz 2017 da venerdì 23 marzo a domenica 25 marzo: le date che indico sono quelle della programmazione al teatro Donizetti, il centro del festival. Le iniziative prima e dopo queste giornate sono però moltissime e – se devo trovare una particolare impronta lasciata dalla direzione artistica di Dave Douglas - mi sembra che ci sia una particolare attenzione alla divulgazione e alla ricerca di contesti non banali per parlare di musica improvvisata e di sue contaminazioni.

Il programma del Donizetti, comunque, è questo e si conferma di elevato livello nel volere mettere insieme le più recenti correnti artistiche attive negli Stati Uniti – alcune delle quali non ancora conosciute da noi – e i migliori musicisti della scena italiana, ormai da qualche anno attivissima e molto interessante.

 

VENERDI’ 23 MARZO

Ore 21.00 | Teatro Donizetti

BILL FRISELL – KENNY WOLLESEN DUO

REGINA CARTER “Simply Ella”

 

SABATO 24 MARZO

Ore 21.00 | Teatro Donizetti

WILLIAM PARKER ORGAN QUARTET “Explorations”

MARILYN MAZUR’S SHAMANIA

 

DOMENICA 25 MARZO

Ore 21.00 | Teatro Donizetti

MELISSA ALDANA

ENRICO PIERANUNZI & THE BRUSSELS JAZZ ORCHESTRA featuring BERT JORIS

“The Music of Enrico Pieranunzi”

 

 

Mitchell plays Coltrane: da non mancare!!

 

Ricevo e volentieri pubblico.

Ci sarò: si preannuncia uno dei concerti più interessanti di questo inizio anno.

Aperitivo in Concerto” presenta domenica 29 gennaio,  ore 11.00, al Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42) un grande evento. Geniale compositore e polistrumentista, fra le anime del multiforme e storico Art Ensemble of Chicago, Roscoe Mitchell non è solo un protagonista delle più creative avanguardie musicali africano-americane, ma un conoscitore profondo delle tradizioni della propria cultura, che affonda le radici nel jazz e nella sua storia. Mitchell, in occasione del cinquantenario della morte di John Coltrane, affronta alcune fra le più significative pagine coltraniane, rivivificandone lo spirito, cogliendone l’essenza e il più profondo significato, esaltandone la perenne modernità. Ed è questo il motivo principale di attrazione di un evento veramente speciale, perché Mitchell, grande compositore in proprio, di rado affronta pagine di altri autori: la sua rilettura dell’estetica coltraniana ha perciò il valore di ununicum. Perché Mitchell, artista di punta di un’estetica improvvisativa peculiare come quella di Chicago, si è eminentemente misurato con l’identità fonica degli strumenti, con il ritmo e con il silenzio: la sua visione del mondo coltraniano non punta perciò all’esame dell’approccio estatico talvolta implicito nel modalismo, ma alle componenti strutturali distinte di quel linguaggio. Rievocando gli anni della scuola di Chicago e del leggendario Art Ensemble of Chicago, lo stesso Mitchell sottolinea delle specifiche diversità: I musicisti a Chicago lavoravano veramente insieme, si frequentavano intensamente, quotidianamente, e insieme studiavano e provavano a lungo. Ci chiedevamo essenzialmente, e in profondità, cosa significasse improvvisare all’interno di una composizione. E trascorrevamo molto tempo sviluppando l’improvvisazione per e su una determinata pagina musicale. Se scrivevi un pezzo, avevi gli strumenti che lo enunciavano per un certo dato periodo di tempo, poi lo elaboravano, poi subentrava il silenzio contro il quale tutto questo lavoro si stagliava, e poi ancora elaborazione e ancora silenzio, e così via. Credo che se tu vuoi veramente essere un buon improvvisatore devi conoscere il meccanismo compositivo: la musica è suono per il cinquanta per cento, e silenzio per l’altro cinquanta per cento. Se ti concentri nell’ascoltare a lungo il silenzio, l’esperienza è veramente intensa. Quando interrompi quel silenzio con un suono, e cominci a lavorarci sopra insieme agli altri, tutto ha a che vedere con il modo di occupare lo spazio. Molti giovani improvvisatori si soffermano su di un ritmo che in realtà non esiste, e trascorrono il loro tempo cercando di ricavarne a tutti i costi qualcosa. Io cerco di elaborare al di fuori dei cliché più rassicuranti: è rischioso,ci si trova scoperti all’aperto, ma è un’esperienza che può donarti moltissimo.

Roscoe Mitchell Sextet Plays John Coltrane è una prima mondiale e unica data italiana, un progetto originale, concepito appositamente per “Aperitivo in Concerto”, e che vede Mitchell attorniato da musicisti di indiscutibile rilevanza come la violoncellista Tomeka Reid, la violinista Mazz Swift, la contrabbassista Silvia Bolognesi, il contrabbassista Junius Paul, il batterista Vincent Davis.

 

 

Che sia la volta buona? JAZZMI a Milano

Sapendo della crisi che sta vivendo il festival jazz di Torino e, in generale, delle ristrettezze finanziarie che colpiscono un po’ tutte le iniziative in questo settore (e non c’è organizzatore che non mi parli di tagli di budget e di rincorsa a sponsor sempre più tirchi) la notizia di JAZZMI, il festival Jazz di Milano, mi ha colto veramente di sorpresa.

Tra gli organizzatori c’è il teatro dell’arte CRT di Milano (in passato già promotore di interessanti rassegne anche molto raffinate), la società di produzione musicale Ponderosa Art & Music (veramente potente nel settore, con all’attivo molte importanti manifestazioni e la rappresentanza di interessi musicali di artisti notevoli), il Blue Note (recentemente quotato in borsa) e il Comune di Milano.

Su questo ultimo punto, non essendo riuscito a porre la domanda all’assessore alla cultura Filippo del Corno (non ho potuto partecipare alla conferenza stampa), sarei però curioso di sapere quante risorse (a parte la disponibilità di spazi e la lodevolissima attività di coordinamento e stimolo) l’assessorato e il Comune abbiano effettivamente investito.

Vorrei essere smentito, ma temo che – come dire – si siano trovati con il bellissimo evento già pronto e finanziato e che abbiano (sempre molto lodevolmente) attribuito il cappello del Comune.

Ma – d’altra parte – perché volere sempre andare a cercare il pelo nell’uovo? Cosa mi interessa se effettivamente verrà a realizzarsi uno dei progetti sui quali da anni il sottoscritto si sta spendendo?

E’ chiaro che il tema delle politiche culturali, della accessibilità anche economica per i fruitori e comunque della logica pubblica e non privata che dovrebbe sovraintendere l’ideazione e la realizzazione di questi eventi, non può essere evitato.

Tuttavia già adesso – con queste logiche che non mi sembrano pubbliche – JAZZMI riesce a realizzare un notevole sforzo nell’integrare le molteplici iniziative cittadine nel settore della musica improvvisata.

Sono coinvolte infatti le diverse scuole comunali di jazz (quindi le civiche scuole e il conservatorio), molti dei locali attivi con spettacoli dal vivo (dalla Salumeria della Musica al Masada, dal Bonaventura alla Santeria) e innumerevoli altri protagonisti della vita musicale jazz cittadina.

Se proprio devo fare una osservazione è proprio relativa alla grande varietà di eventi che caratterizza il JAZZMI. Ho dovuto studiare il programma – un filo caotico – per riuscire a selezionare le cose che non potrò mancare.

Non potrò mancare – è ovvio – diversi concerti al Teatro dell’Arte, diversi al Blue Note (primo tra tutti quello di Pizzarelli), il concerto alla Salumeria e molto altro. Si tratta di sapere gestire bene il tempo e il budget, anche perché gli abbonamenti risultano un po’ cari.

Quello che mi piace moltissimo è però che – malgrado sia la prima edizione – le sezioni collaterali (come le lezioni sul Jazz al teatro dell’Arte, la rassegna cinematografica o gli incontri con i musicisti) già oggi abbiano un peso davvero rilevante.

Il mio consiglio è quindi quello di leggere bene e con attenzione il programma e farsi – giorno per giorno – una vera e propria scaletta degli impegni.

E’ un po quello che succede con Piano city, dove i concerti sono centinaia e le occasioni interessanti pure ma il rischio è di essere dispersivi.

 

 

Una gita al lago

Cari lettori, pubblico la lettera che ho inviato al festival jazz di Ascona. La visita alla quale mi riferisco è di domenica 26 giugno.

Gentile ufficio stampa Ascona Jazz Festival,

in primo luogo vorrei ringraziarla per la continuità e la sollecitudine con la quale – ormai da due anni – mi segnala eventi, iniziative e concerti del jazz festival di Ascona.

Tuttavia sono proprio costretto a segnalarle alcuni piccoli e grandi problemi, disfunzione organizzative e imprecisioni che si sono verificate quando, domenica scorsa io e una mia amica abbiamo finalmente deciso di venire al vostro festival. Mai ci saremmo aspettati queste cose da un’organizzazione svizzera!

I problemi nascono quando – giovedì sera – decido di registrarmi all’ufficio stampa. Invio il modulo, con tutte le informazioni richieste e fiducioso aspetto la vostra conferma (o eventualmente la richiesta di ulteriori informazioni!)

Né l’una né l’altra: nessuna risposta! Aspetto venerdì, sabato: nessuna risposta… Mah, che strano, come mai non rispondono? Cosa fare? Decidiamo tuttavia di partire domenica da Milano per Ascona, sicuri comunque di poterci accreditare direttamente ad Ascona e speranzosi di ascoltare qualche buon concerto.

Arriviamo nella vostra bella cittadina sul lago e vediamo subito le indicazioni, chiare – efficienti – dirette, finalmente molto svizzere! per un free parking con bus navetta collegato al festival.  Subito ci precipitiamo, noi che odiamo muoverci in macchina e appena possibile la molliamo giù.  Dopo qualche kilometro e qualche tentativo (causa indicazioni un po’ erratiche) arriviamo a uno spiazzo assolato e desolato, con la segnaletica del parcheggio abbattuta e un’indicazione un po’ criptica: “il bus funziona solo durante le serate…” Quello che è chiaro è che siamo a qualche kilometro dal centro (e per quanto io e la mia amica siamo ottimi camminatori, non è esattamente quello che siamo venuti a fare ad Ascona) e che il bus funziona solo qualche volta.

Riprendiamo così la macchina, anche perché nel frattempo si è fatta l’una. Torniamo in centro e comincia la ricerca di un parcheggio a distanza gestibile. In questa ricerca poco o nulla ci aiutano le indicazioni pratiche del festival che – così loquaci e direi quasi queruli su tutti gli altri temi – sono inspiegabilmente laconiche su questioni quali parcheggio, bagni pubblici, informazioni pratiche…

Ma tant’è… In questa nostra ricerca – che le devo confessare ha in qualche momento fatto perdere la pazienza alla mia amica, la quale non riusciva a capacitarsi di queste problematiche organizzative – abbiamo poi incontrato un musicista italiano che anch’esso in auto, cercava come noi il sollievo di una sosta autorizzata. Dopo breve conciliabolo noi e lui riusciamo alla fine a trovare un posto, seppure a caro prezzo.

Ma – mi permetta – non è finita! Arrivati sul lungo lago, del quale non smetto di tessere le lodi per bellezza e ordine – ci siamo messi alla ricerca dell’ufficio stampa, con l’idea (forse un po’ originale ma pratica) di fare quello che non ero riuscito a fare on-line e cioè la mia registrazione stampa.

Grande è stata la sorpresa nel dovere constatare che tutto era chiuso. Era chiuso l’ufficio informazione. Era chiuso il tendone dell’organizzazione, ogni cosa era chiusa insomma. Però c’era qualcuno: una ragazza, con il badge del festival che controllava il deflusso di auto dal parcheggio di fronte al lago. Ma anche Lei, poverina, poco sapeva dirmi sulle mie richieste.

A quel punto non rimaneva che ascoltare qualche concerto, ma questo è il punto sul quale non vorrei troppo soffermarmi, per la pochezza di quello che abbiamo ascoltato.

Che dire, allora?

Bello il posto, bella la location, molto adatto il programma a intrattenere il pubblico standard di un paesino elegante della sponda svizzera del lago maggiore. Numerose cose da fare (anche se siete alla 31° edizione) per diventare qualcosa d’altro che il passatempo per turisti distratti e coppie âgé.

 Molti cordiali saluti

 

 

il 4 marzo, con Cæcilie Norby e Lars Danielsson, inizia la stagione 2016 di Dialoghi: Jazz per due

Per fare di un buon ciclo di concerti Jazz (ma il discorso vale per qualsiasi tipo di musica: accademica, etnica, rock e persino pop) è necessario – secondo il mio punto di vista – avere un progetto culturale, un’idea che caratterizzi come un filo rosso non solo sincronicamente (il ciclo di concerti dell’anno in corso) ma anche diacronicamente (e cioè le diverse edizioni della manifestazione nel corso degli anni) la manifestazione.

A vantare questa coerenza e questa lucidità intellettuale non sono poi molti e tra questi c’è senz’altro Dialoghi: Jazz per due – organizzato a Pavia dal settore cultura del Comune di Pavia con la direzione artistica di Roberto Valentino.

Anche quest’anno Dialoghi: Jazz per due offre – nel magnifico contesto della chiesa di Santa Maria Gualtieri la possibilità di ascoltare alcuni musicisti che – come Lars Danielssonn, Giovanni Guidi e Pasquale Mirra, rappresentano l’avanguardia di oggi della musica improvvisata e che, nel contesto del duo, possono esprimere al meglio la loro creatività e innovatività.

Vi allego il programma della manifestazione.

                                         Dialoghi: jazz per due

XVIII edizione

Pavia

4 e 11 marzo, 6 e 12 aprile 2016

                                                                Santa Maria Gualtieri

                                                   Venerdì 4 marzo 2016 – ore 21

Cæcilie Norby – Lars Danielsson

voce – contrabbasso e violoncello

Venerdì 11 marzo 2016 – ore 21

Dimitri Grechi EspinozaTito Mangialajo Rantzer

sax alto – contrabbasso

Mercoledì 6 aprile 2016    ore 21

Giovanni GuidiEmanuele Maniscalco

pianoforte – batteria e percussioni

Martedì 12  aprile  2016 – ore 21

Pasquale Mirra Gabriele Mitelli

vibrafono, percussioni – tromba, pocket trumpet, flicorno

Dave Douglas presenta Bergamo Jazz Festival 2016

Quale festival jazz può dire di avere o avere avuto come direttore artistico Uri Cane, Paolo  Fresu, Enrico Rava e – da questa edizione – Dave Douglas?

Ci sono manifestazioni, ben più conosciute e potentemente sponsorizzate dal privato e dal pubblico che si vantano di avere Arbore, altre che si affidano a qualche appassionato locale che si sforza di essere costantemente aggiornato, altre ancora che si affidano a fior di musicologi e di giornalisti specializzati.

Ma francamente la specificità di Bergamo è evidente e si conferma nel corso del tempo, riflettendosi in una programmazione allo stesso tempo d’avanguardia ma attenta a raggiungere un pubblico di appassionati giovani e meno giovani, anche di famiglie talvolta (come mi è capitato di osservare in passato) e comunque di veri appassionati di musica improvvisata.

Questo per dirvi, miei dieci proverbiali lettori, che è uscito il programma di Bergamo Jazz 2016, che si svolgerà come di consueto al Teatro Donizetti , a partire da venerdì 18 marzo a domenica 20 marzo in questa sede e con testa e coda nei giorni precedenti in diverse location della città orobica, con inoltre iniziative didattiche e sul rapporto tra musica jazz e cinema.

 Giovedì 17 marzo

Teatro Sociale – ore 21

FRANCO D’ANDREA “Traditions Today” special guest HAN BENNINK

featuring Mauro Ottolini & Daniele D’Agaro

Franco D’Andrea (pianoforte), Daniele D’Agaro (clarinetto), Mauro Ottolini (trombone) Han Bennink (batteria)

RYAN KEBERLE & CATHARSIS

Ryan Keberle (trombone), Camila Meza (voce), Mike Rodriguez (tromba), Jorge Roeder (contrabbasso), Eric Doob (batteria)

 

Venerdì 18 marzo

GAMeC – ore 17.30

TINO TRACANNA – MASSIMILIANO MILESI “Box”

Tino Tracanna (sax tenore e soprano), Massimiliano Milesi (sax tenore e soprano)

 

Teatro Donizetti – ore 21

GERI ALLEN piano solo: “Motown & Motor City Inspirations – Grand River Crossings”

Geri Allen (pianoforte)

JOE LOVANO CLASSIC QUARTET

Joe Lovano (sax tenore), Lawrence Fields (pianoforte), Peter Slavov (contrabbasso), Lamy Estrefi (batteria)

 

 

Domus Bergamo – ore 23.30

ROGER ROTA TRIO “MINOR MAXIMUM”

Roger Rota (sax tenore e soprano), Sergio Orlandi (tromba), Valerio Baggio (sintetizzatori)

 

Sabato 19 marzo

Domus Bergamo – ore 12

Jazz book 1: “Improvviso singolare” di Claudio Sessa

 

Auditorium di Piazza della Libertà – ore 17

ATOMIC

Fredrik Ljungkvist (sax tenore, clarinetto),  Magnus Broo (tromba), Håvard Wiik (pianoforte), Ingebrigt Håker Flaten (contrabbasso), Hans Hulbækmo (batteria)

 

Domus Bergamo – ore 19

Jazz book 2: “Storie di jazz” di Enrico Bettinello

 

Teatro Donizetti – ore 21

ANAT COHEN QUARTET

Anat Cohen (clarinetto), Jason Lindner (pianoforte), Tal Mashiach (contrabbasso), Daniel Freedman (batteria)

KENNY BARRON TRIO

Kenny Barron (pianoforte), Kiyoshi Kitagawa (contrabbasso), Johnathan Blake (batteria)

 

Domus Bergamo – ore 23.30

CLOCK’S POINTER DANCE

Paolo Malacarne (tromba), Andre Baronchelli (trombone), Andrea “Jimmy” Catagnoli (sax  alto), Michele Bonifati (chitarra), Filippo Sala (batteria)

 

Domenica 20 marzo

Auditorium di Piazza della Libertà –  ore 11

MARKELIAN KAPEDANI “Balkan Bop Trio”

Markelian Kapedani (pianoforte), Yuri Goloubev (contrabbasso), Asaf Sirkis (batteria)

In collaborazione con Jazz Club Bergamo

 

Auditorium di Piazza della Libertà – ore 17

MARK GUILIANA JAZZ QUARTET

Jason Rigby (sax tenore), Fabian Almazan (pianoforte), Chris Morrissey (contrabbasso), Mark Guiliana (batteria)

 

Domus Bergamo – ore 18.30

Dave Douglas incontra Franco D’Andrea

 

Teatro Donizetti – ore 21

BILLY MARTIN’s “Wicked Knee”

featuring Steven Bernstein, Brian Drye, Michel Godard

Steven Bernstein (slide trumpet), Brian Drye (trombone), Michel Godard (tuba), Billy Martin (batteria)

LOUIS MOHOLO-MOHOLO “5 Blokes”

Jason Yarde (sax alto, soprano e baritono), Shabaka Hutchings (sax tenore), Alexander Hawkins (pianoforte), John Edwards  (contrabbasso), Louis Moholo-Moholo (batteria)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al via a maggio Piano City Milano: il 13 gennaio aprono le iscrizioni

Piano City Milano torna per la sua quinta edizione il 20, 21 e 22 maggio 2016.

Anche quest’anno Milano nei suoi luoghi più belli e suggestivi sarà invasa dalle note dei pianoforti, con una proposta musicale sempre più ampia, coinvolgente e ricca di novità.

Dal 13 gennaio al 29 febbraio 2016, sul sito www.pianocitymilano.it, sarà possibile iscriversi online come pianista, per mettere a disposizione il proprio spazio o per tenere un concerto a casa propria, diventando quindi parte attiva della proposta artistica dell’edizione 2016.

Per festeggiare l’apertura delle iscrizioni e ripartire insieme verso la quinta edizione, Piano City Milano invita tutti ad assistere a uno special concert in uno dei luoghi della nuova Milano. Vi aspettiamo quindi mercoledì 13 gennaio alle ore 19.00, presso Santeria Social Club, in Viale Toscana 31, con il concerto di Francesco Grillo, musicista da sempre amico e partecipe alla manifestazione. Da quel momento sarà possibile iscriversi online sul sito pianocitymilano.it.

Piano City Milano è una grande rete gratuita di concerti per pianoforte senza limiti di genere musicale, che nel 2015 ha presentato 350 concerti, coinvolgendo più di 230 musicisti e 80.000 persone.

Il motore musicale di questo evento sono musicisti professionisti, compositori, studenti, semplici appassionati e artisti di profilo internazionale, come Ludovico Einaudi e Hauschka, compositori di lavori inediti scritti appositamente per la città di Milano in occasione di Piano City Milano. La forza di Piano City Milano è nella partecipazione attiva di artisti, cittadini, scuole, istituzioni, aziende, media e molti altri. Una rete capace di dare vita ad uno straordinario palinsesto di concerti nelle case, nei parchi, nei cortili, sui battelli, sui tram e di restituire così alla città il piacere della cultura condivisa e della socialità.

Nato nel 2011, Piano City Milano è realizzato da Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, Edison ed Intesa Sanpaolo, ideato e prodotto da Ponderosa Music&Art e Accapiù, con il sostegno dei partner “tecnici” Aiarp, Crescendo, Fazioli, Furcht/Kawai, Griffa & figli, Steinway & Sons, Tagliabue, Tarantino Pianoforti, Yamaha, KF Milano Musica, Bösendorfer, Passadori Pianoforti, Piatino Pianoforti che mettono a disposizione gli strumenti della manifestazione. Si è rinnovata anche per l’edizione 2016 la partnership con il Corriere della Sera.

Informazioni
Sito ufficiale per iscrizioni e informazioni:
www.pianocitymilano.it
 mail: info@pianocitymilano.it
Facebook: www.facebook.com/PianoCityMilano
Twitter: @PianoCityMilano
YouTube: www.youtube.com/PianoCityMilano

Un importante pianista jazz per la prima volta in Italia: Roger Kellaway

Domenica 29 novembre 2015, alle ore 11.00, presso il Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42), “Aperitivo in Concerto” presenta il primo concerto in Italia di un protagonista della storia del jazz: il pianista Roger Kellaway.

Kellaway (76 anni) è un affascinante narratore musicale, un virtuoso, un conoscitore degli standard e di tutti gli stili del jazz, che si è a lungo tenuto in qualche modo “nascosto”, scegliendo di non apparire alla ribalta e lavorando come direttore musicale – grazie alla sua sapienza di compositore e arrangiatore – di artisti popolari di grande rilievo, da Bobby Darin (non a caso egli è stato il consulente per il film Beyond the Sea, interpretato da Kevin Spacey e dedicato proprio a Darin) a Barbra Streisand, da Paul McCartney a Van Morrison, Joni Mitchell, Liza Minnelli, Tony Bennett.

Dopo studi di pianoforte e contrabbasso al New England Conservatory di Boston, Kellaway esordisce professionalmente con il cornettista Jimmy Partland. Inizia poi una carriera concertistica che lo porta a collaborare con artisti del calibro di Kai Winding e J. J. Johnson, Al Cohn e Zoot Sims, Clark Terry e Bob Brookmeyer. Incide inoltre con Wes Montgomery, Sonny Rollins, Ben Webster, Maynard Ferguson, Kenny Burrell, Herbie Mann, Mark Murphy. Nel 1966 si trasferisce a Los Angeles, per lavorare nella nuova, sperimentale orchestra di Don Ellis. Abilissimo arrangiatore, si fa presto notare dagli studios cinematografici (ad oggi ha realizzato oltre ventinove colonne sonore.)

Nel 1976 ottiene anche una nomination all’Oscar per gli adattamenti musicali realizzati per il film A Star Is Born (con Barbra Streisand).

Anche Compositore, Kellaway ha scritto su commissione per il New York City Ballet di Balanchine, per Zubin Mehta e la Los Angeles Philharmonic, per la New York Philharmonic e Michael Tilson Thomas, per la Israel Philharmonic Orchestra, per la Boston Pops Orchestra, per Yo-Yo Ma, oltre a realizzare un corpus compositivo presentato nelle più importanti sale concertistiche americane e non solo.

Influenzato profondamente da Oscar Peterson, inizia relativamente tardi, dopo gli anni Settanta, la carriera come improvvisatore, esibendosi come solista e a fianco di artisti quali Zoot Sims, Duke Ellington, Dizzy Gillespie, Henry Mancini, Quincy Jones, Oliver Nelson.

 

AREA M: la programmazione di novembre

AREA M, l’iniziativa che intende promuovere il jazz e la musica improvvisata a Milano e in particolare nel quartiere di Lambrate, continua le sue numerosi e lodevoli iniziative.

Vi allego il programma di novembre.

 

Sabato 7 novembre 2015 – Ore 21.30
Giugno-Barbaro-Vaggi Trio
Osteria Lambrate, Via degli Orombelli 18
Ingresso gratuito con consumazione

Daniele Giugno chitarra classica, Gianluca Barbaro flauti dolci: sonorità affini e rare nel panorama jazzistico che trovano profondità e swing grazie al magistrale contrabbasso di Marco Vaggi. Un delicato gioco di equilibrio fra sensibilità e forza tramite un repertorio selezionato e non comune tratto da tre compositori centrali della letteratura jazzistica: Monk, Evans, Ellington. Il progetto rispetta le tematiche compositive originali sfruttandole per una spontanea perfomance alla ricerca del divertimento e dell’imprevedibilità.

 

Martedì 10 novembre 2015 – Ore 20.30
Upcycle Café, Via Ampère 59
Lucy’s Pie Tiny Orchestra
Ingresso gratuito con consumazione
I Lucy’s Pie Tiny Orchestra nascono nell’autunno del 2014 a Milano per un esordio d’eccellenza al lindy hop festival Swing in Milan. Fondono lo stile dei grandi degli anni ’30, l’effervescenza dei contemporanei e la dolcezza delle torte che Lucy, la nonna d’America preparava raccontando di quando ballava charleston. I lucy’s Pie sono stile ed eleganza, energia e ritmo , tradizione e modernità, il tutto guidato dagli intrecci della meravigliosa voce di Beatrice e del clarinetto di Arturo. Stay tuned, keep the bounce. Beatrice Arrigoni – voce, Arturo Garra – clarinetto, Yuri Biscaro – chitarra, Guido Bianchini – contrabbasso, Andrea Centonze – batteria.

 

 

Martedì 17 novembre 2015 – Ore 21.00
Teatro Leonardo, Via Ampère 1
Electromiles
Biglietto intero € 15,00
Biglietto con Area M Card € 10,00

Electromiles è un’indagine a tutto ciò che è accaduto da Bitches Brew in avanti nella musica Davisiana, soffermandosi su alcuni dei momenti salienti della sua produzione, arricchendo inoltre la proposta artistica con alcuni brani originali dedicati proprio a questo mondo sonoro. La tromba di Giovanni Falzone sarà pertanto la giusta interprete laddove il grande trombettista giocherà a fare proprio il linguaggio elettrico di Miles Davis, integrandolo al proprio personale stile. Altro grande musicista chiamato ad interpretare questo universo sonoro sarà il chitarrista Bebo Ferra, con loro sul palco una ritmica scelta ad hoc per l’occasione con Giorgio Di Tullio alla batteria e Alex Carreri al basso elettrico, con loro il pianista Luca Cacucciolo e il sassofonista Tullio Ricci anche ideatore del progetto. Giovanni Falzone – tromba, live electronics, Tullio Ricci – sassofoni, Bebo Ferra – chitarra elettrica, Luca Cacucciolo – tastiere, rhodes, Alex Carreri – basso elettrico, Giorgio Di Tullio – batteria.

 

Martedì 24 novembre 2015 – Ore 20.30
Upcycle Café, Via Ampère 59
The Oder Side Trio feat. Silvia Ricci
Ingresso gratuito con consumazione

The Oder Side crea un’alchimia di suoni e di luci con giovani artiste che hanno condiviso le loro passioni in un progetto interattivo ed eco-musicale. Nasce come duo nella primavera del 2007. Gemma alla voce e Sarah al contrabbasso decidono di seguire un progetto minimalista. Inizia così un intenso percorso di sperimentazione acustica. L’ecologia accompagna il progetto e le performance dal vivo di The Oder Side sono a “emissioni zero”. L’idea è proporre un pannello fotovoltaico che permette di raccogliere l’energia solare attraverso l’accumulo in due batterie, che alimentano l’impianto audio e video. Si presentano in veste di trio con l’ausilio dell’ottima chitarrista e vocalist Silvia Ricci. Gemma Prudente – voce, Sarah Volpi – contrabbasso, Silvia Ricci – chitarra.

 

Mercoledì 25 novembre 2015 – Ore 21.00
Basilica SS Nereo e Achilleo, Viale Argonne 56
Batik – Africana Suite con Artchipel e Orchestra di Via Padova
Biglietto intero € 10,00
Biglietto con Area M Card € 7,00

Artchipel e l’Orchestra di via Padova, dirette rispettivamente da Ferdinando Faraò e Massimo Latronico, presentano BATIK: un progetto realizzato in esclusiva per Area M, ispirato e dedicato interamente alla musica africana. La scrittura di Faraò, orientata maggiormente verso la direzione orchestrale/strumentale e quella di Latronico, più aderente alla forma canzone, si incontreranno per dare vita ad un’unica partitura che vedrà i musicisti di entrambe le orchestre riuniti in un unico ensemble. Marco Mariani, Massimo Mazen – trombe; Luciano Macchia, Andrea Baronchelli – tromboni; Domenico Mamone, Germano Zenga, Paolo Lopolito, Felice Clemente – sax; Carlo Nicita – flauto; Eloisa Manera – violino; Massimo Latronico – corde varie; Dario Walid Yassa – pianoforte; Marco Vaggi – contrabbasso; Marco Roverato – basso elettrico; Andrea Migliarini – batteria; Francesca Sabatino, Naima Faraò, Giusi Lupis – voci; Abdoullay, Ablo Traore, Lorenzo Gasperoni, Aziz Riahi, Antonio Pani – percussioni; Ferdinando Faraò – direzione.

 

Sabato 28 novembre 2015 – Ore 21.30
Osteria Lambrate, Via degli Orombelli 18
Serena Ferrara Daniele Tortora Duet!
Ingresso gratuito con consumazione

I due musicisti attivi nel panorama milanese presentano il loro progetto DUET! con alcune originali riletture dei più famosi brani jazz ed evergreen tratti dal repertorio afroamericano ed italiano, in un’atmosfera intima di sola voce e chitarra. La loro ricerca procede dal Song Book, pietra miliare del repertorio statunitense, per spaziare ed aprirsi al grande serbatoio inventivo dei maggiori autori del jazz di casa nostra. Serena Ferrara – voce, Daniele Tortora – chitarra.